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I membri del ramo di Sopra dei Porcia si segnalarono quasi esclusivamente per servigi resi alla Repubblica di Venezia. La linea detta “di Sotto”, ascritta fin dal 1564 al patriziato romano, si distinse in modo speciale nelle cariche militari, ecclesiastiche e diplomatiche ma ebbe anche diverse figure di spicco tra i letterati.
Il conte Giovanni Artico nato a fine del 1600 lasciò un vasto epistolario sulla cultura degli uomini del tempo e introdusse nella ricerca storica l’equivalente del metodo sperimentale nelle scienze. Trascorse tutta la vita nel paese d’origine Porcia.
Il conte Silvio di Porcia partecipò alla battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) con il grado di capitano facendosi onore nell’ala dello schieramento cristiano.
Tutta la famiglia di Porcia, sin dal 1420 restò legata al Leone di San Marco, osteggiò gli invasori turchi, lo difese dagli Ungari e fu determinante nella conclusione della Lega di Cambray, con la riconquista delle valli feltrine e il ristabilimento della libertà di transito del fiume Livenza.
Il conte Guecello nacque il 14 febbraio 1911. Laureato in ingegneria meccanica all’Università di Padova, si occupò per qualche tempo di impianti elettrici. Dopo la Seconda guerra mondiale, in cui partecipò come pilota da caccia a numerose missioni nei cieli del Mediterraneo centrale e all’assedio di Malta, incominciò a dedicarsi con il fratello Guglielmo alla conduzione delle numerose aziende agricole di proprietà della famiglia, avviando un importante processo di radicale innovazione di mentalità, di metodologie produttive e di selezione del prodotto, di conduzione aziendale, di strategie commerciali e di mercato.
Il 6 giugno 1963 ottenne la nomina a Cavaliere al merito del lavoro, settore agricoltura che premiava il suo sforzo (riuscito) di garantire la ripresa economica dell’Italia. Il 20 giugno 1982, in seguito alla morte del cugino Antonino di Porcia e Brugnera, Guecello conseguì, per eredità, il titolo di Principe del Sacro Romano Impero. Morì il 26 settembre 1994, all’età di 83 anni.
Nato a Porcia nel 1617, nel 1644 divenne organista e maestro di cappella a Tolmezzo. Sette anni dopo pubblicò a Venezia una Messa e Salmi a tre e 4 voci dedicata al Consiglio della città carnica e nei due anni successivi l’opera seconda terza e quarta, quest’ultima con dedicatoria all’arciduca d’Austria Ferdinando Carlo. Nel 1655 acquistò per 70 ducati il convento dei Serviti di Santa Maria Maddalena di Porcia, già di proprietà della Serenissima. E nel 1658 dette alle stampe la sua opera quinta: Messa e Salmi della Beata Vergine Maria. Nel 1671 divenne organista e maestro di cappella del duomo di Sacile e nel 1675 di quello di Pordenone, dove si fermò sino al 1681. Un anno dopo si ritirò nel convento già dei Serviti, dove nel 1690 concluse la sua esistenza. Fu sepolto nell’annessa antica chiesa di Santa Maria Maddalena.
A lui è intitolata l’Associazione Amici della Musica “Salvador Gandino”, conosciuta in tutto il mondo per il prestigioso Concorso Internazionale “Città di Porcia”.
A Porcia il Comune ha dedicato una via a questo letterato per il grande contributo dato alla comunità. Nato a Porcia il 27 dicembre 1864, si laureò in Lettere a Padova, mostrando interesse per la filologia.
Incominciò a insegnare a Genova fino al 1904 dove pubblicò la sua prima opera sui servi di masnada, commissionatagli dai Conti di Porcia, poi a Venezia. Si dedicò alla ricerca storica negli Archivi di Stato di Venezia e dei Signori di Porcia e nella biblioteca di Udine.
Dopo la distruzione di importanti documenti da parte degli austriaci nel 1918, si dedicò alla stesura della storia del castello di Porcia e del suo territorio.
Di questa stimata famiglia di Rorai Piccolo ricordiamo i tre componenti più importanti: Pasquale e i suoi figli Aristide e Federico. In epoca precedente è accertata la presenza di un esponente della famiglia, Gian Maria, Padova nel lontano 1552 con l’incarico di rettore dei giuristi.
Pasquale Gabelli nacque nel 1801, matematico e inventore, dimostrò una formazione diversificata nella quale l’agricoltura ebbe il posto più importante.
Aristide Gabelli, dopo gli studi non terminati in Giurisprudenza, fece diverse esperienze in campo storico e filosofico. Dopo un periodo di praticantato come avvocato, si stabilì a Milano dedicandosi al giornalismo. Poi i suoi interessi si rivolsero alla scuola e all’educazione, assumendo la carica di provveditore a Firenze e Milano. Soggiornò 12 anni a Roma dove ricoprì altri prestigiosi incarichi, vivendo anche una breve esperienza politica.
Federico Gabelli nacque a Pordenone nel 1832, fu valente ingegnere progettando la costruzione di diverse tratte ferroviarie. Oratore franco e diretto, divenne deputato al Parlamento per il collegio di Pordenone nel 1870-1874.
Nacque il 15 febbraio 1920 a Pordenone da una famiglia originaria di Brugnera. Nello stesso anno suo padre, Antonio, nell’officina di Pordenone da lui fondata nel 1916, mise in produzione la prima cucina a legna con piastra in ghisa, modello AZP, venduta anche all’estero. L’azienda, nel 1926, aveva sede in un capannone di 120 mq e occupava 22 operai e un’impiegata.
Per la sua natura cagionevole, il padre Antonio iscrisse Lino a un corso di avviamento, facendo frequentare invece al fratello Guido l’Istituto Don Bosco.
Nel 1933 Antonio Zanussi presentò per la prima volta il marchio Rex, con la nuova cucina modello 503, un salto di qualità che lanciò la Zanussi nel mercato europeo e mondiale.
Si avviò così la costruzione del nuovo stabilimento in via Montereale e dopo le difficoltà del periodo bellico, l’azienda si risollevò fino a passare ai figli Lino e Guido nel 1946 alla morte di Antonio.
Lino dimostrò subito di avere i requisiti e l’intuito per rendere grande l’impresa di famiglia: studiò assieme al fratello nuovi prodotti e tecnologie, creò un centro studi per la progettazione di nuove apparecchiature, costruì nuovi stabilimenti e divisioni per ottimizzare lavoro ed espandere il proprio mercato.
Gli anni ’60 vedono un’incredibile crescita del settore degli elettrodomestici e di conseguenza Lino avvia politiche aziendali volte a garantire il successo aziendale aumentando sempre più gli standard qualitativi, salvaguardando la competitività.
Morì in un incidente aereo in Spagna nel 1968, lasciando una grande eredità umana: intelligente, concreto e di buon senso, viene ricordato come un uomo e un imprenditore coraggioso.
Porcia. Una Città tra storia, cultura e industria, Città di Porcia
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