ITINERARIO:
In via Marconi le facciate degli edifici nei pressi della Torre dell’Orologio conservano tracce sbiadite di affreschi e scritte che fungevano da insegna per le botteghe. Rimane inoltre un anello a cui si attaccavano le briglie degli animali da soma.
Varcando la Torre, sulla destra, esistono ancora i resti di un fossato, riconoscibile dal corso d’acqua limitato dalla scalinata.
Scesi i gradini e percorsa via Rivierasca si risale, usando un’ulteriore gradinata sulla destra. In cima, il muro di sasso è ciò che resta della cinta difensiva duecentesca, mentre a dritta l’antica casa dalla forma slanciata era una delle torri di guardia.
Ci si trova ora in Calle del Carbon, chiamata così per i cumuli di carbone spesso accatastati al di fuori della bottega del fabbro.
Percorrendo Calle del Carbon si arriva in piazzetta Remigi; da lì si può imboccare Vicolo delle Mura. Esso sbuca in via De’ Pellegrini (un tempo fossato difensivo). Il tratto di parete di sasso della stradina appena percorsa e quello sul lato opposto, all’altezza del parcheggio della pizzeria, erano un tutt’uno e difendevano il Castello.
ITINERARIO:
Il percorso inizia presso il cartello vicino al Ponte della Donna, situato nello stesso luogo in cui i francesi attraversarono un passaggio sul Rio Sentirone, prima per dirigere l’attacco contro gli austriaci, più tardi per battere la ritirata.
Continuando lungo via Castellet e via Brunis verso Palse si raggiunge l’area di Santa Ruffina, segnata dal secondo cartello. In quella località un tempo il suolo era rialzato e all’estremità dell’argine i francesi schierarono i propri cannoni, ottenendo una prima vittoria in battaglia.
Proseguendo lungo via Del Platano si giungerà in centro storico e al cartello presso la bassura del Rio Bujon (via Marconi). In quest’area si schierò la difesa austriaca, che fino a mezzogiorno resistette agli assalti francesi, per poi crollare. Gli attacchi però si susseguirono e il borgo venne più volte conquistato ora da uno schieramento ora dall’altro, finché dopo ore i francesi ebbero la peggio e iniziarono la ritirata.
Si giunge poi all’ultimo cartello presso Villa Correr Dolfin, nell’area in cui il 35° reggimento francese capitolò e dovette cedere la sua aquila all’esercito asburgico.
Infine, come i francesi in ritirata, si torna al punto di partenza percorrendo a ritroso le vie.
ITINERARIO:
Lo sai che… Nella Sala Consiliare del Comune di Porcia è custodito un affresco? È stato staccato da una delle abitazioni abbattute per far spazio a via De’ Pellegrini (anni ‘70).
Lo sai che… via De’ Pellegrini un tempo era il fossato difensivo del Castello di Porcia? Lo sappiamo dal catasto napoleonico!
Lo sai che… la Torre dell’Orologio è stata la prima sede della biblioteca civica? Custodisce ancora l’ingranaggio originale dell’orologio.
Lo sai che… di fronte alla Torre dell’Orologio c’era un ponte levatoio? Venne sostituito con un ponte in pietra, oggi al suo posto c’è via Marconi.
Lo sai che… la Pala di S. Cristoforo in Duomo di S. Giorgio in origine era collocata nell’ormai scomparso Oratorio di S. Cristoforo? È stato anch’esso abbattuto nel 1886 per ultimare l’asse viario (via Roma) che dal centro storico porta alla SS13. A ricordo dell’edificio sacro rimane una nicchia nel muro di cinta di villa Vietti, oltre al nome della via stessa.
Lo sai che… il Tempietto di S. Antonio, sulla SS13, in origine non si trovava lì? Lo fece abbattere nientepopodimeno che Napoleone, perché disturbava la costruzione della nuova strada postale. Ma i purliliesi lo vollero ricostruire poco più in là.