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La rievocazione della battaglia di Porcia-Camolli-Sacile è un evento culturale purliliese che vuole ricordare i fatti realmente accaduti il 16 aprile 1809, i quali hanno dato vita ad una battaglia minore tra l’esercito del viceré del regno d’Italia Eugenio di Beauharnais (figliastro di Napoleone) e l’esercito di Giovanni d’Asburgo (fratello del sovrano austriaco Francesco I).
La rievocazione di quest’evento è nata nel 2008 e viene organizzata dalla ProPorcia. Nei giorni ad essa dedicati coinvolge almeno 200 rievocatori, propone cicli di conferenze, offre un vasto impianto di eventi correlati (ad esempio esposizioni e concerti) e occasioni di aggregazione (stand enogastronomico).
La battaglia del 16 aprile 1809, che ebbe luogo tra Porcia, Camolli e Sacile, si inserisce in una campagna militare più ampia ideata da Francesco I per tentare la rivincita dei disastri di Ulm ed Austerlitz del 1805. L’Impero d’Austria, infatti, dopo la pace di Presburgo covava forti sentimenti patriottici e rancori antifrancesi, che presero corpo tra 1807 e 1808.
L’imperatore e i suoi fratelli sferrarono dunque un attacco che colpisse il nemico contemporaneamente da tre direzioni:
L’attacco fu inaspettato ed efficace: l’esercito scese da Caporetto sulla valle del Natisone, giunse a Cividale e poi a Udine senza incontrare resistenza, mentre parte delle truppe avanzava verso Palmanova e un altro manipolo su Codroipo. In pochi giorni gli austriaci presero anche Pordenone e Cordenons.
Dopo la prima ritirata italo-francese, Eugenio decise allora di schierare le proprie truppe sul Livenza, creando le precondizioni che portarono alla battaglia dei Camolli.
Verso le 7.30 del 16 aprile il viceré d’Italia sferrò il primo attacco muovendo contemporaneamente da Brugnera e Fontanafredda verso Porcia e cogliendo così di sorpresa l’Arciduca d’Austria. Il primo scontro del giorno si tenne a Palse e fu a favore dei francesi. Entusiaste del risultato, le truppe napoleoniche avanzarono tra Palse e Porcia, ma vennero bersagliate dagli austriaci.
Dopodiché l’esercito asburgico si dispose alla difesa a oltranza del borgo purliliese. Le truppe francesi si riorganizzarono e riuscirono a conquistare Porcia. Gli attacchi si susseguirono e il borgo venne più volte conquistato ora da uno schieramento ora dall’altro. La lotta continuò per ore senza che si potesse delineare con sicurezza chi stesse prevalendo.
L’incerta situazione indusse Eugenio a ritenere che la maggior parte delle truppe avversarie fosse ormai occupata in battaglia. A quel punto, sottovalutando il nemico, decise di adottare una strategia alternativa: estendere la battaglia verso sud completando l’accerchiamento di Porcia.
L’arrivo dei cavalleggeri austriaci frenò l’operazione e costrinse i francesi a ripiegare sui Camolli, nome che evoca la natura del suolo: campi molli, ovvero paludi, nei quali avanzare e combattere risultava estremamente difficile.
Dopo le 16 la situazione francese appariva sempre più sfavorevole; la giornata era ormai virata al peggio. Quindi, verso le cinque di pomeriggio il viceré ordinò la ritirata generale.
A quel punto l’operazione si svolse su due direzioni:
Mentre i reduci francesi si accalcavano all’imboccatura del ponte tentando di entrare a Sacile, alcuni contingenti austriaci caricarono la città ponendo così fine alla difesa franco-italiana. Gli asburgici penetrarono fino in piazza centrale e presero numerosi prigionieri.
L’ultimo episodio della giornata si tenne a Brugnera: i francesi mantennero il controllo dell’area limitrofa al ponte fino a mezzanotte, quando i fanti del primo reggimento italiano di linea lo attraversarono per ultimi e lo distrussero.
Il giorno seguente Eugenio fu costretto ad inviare al patrigno la spiacevole notizia dell’esito negativo della battaglia.
Anche se i francesi persero questo scontro, che noi annualmente rievochiamo, bisogna tuttavia ricordare che vinsero la guerra (battaglia di Wagram – luglio 1809 e Trattato di Schönbrunn – ottobre 1809).
A CURA DI Sara Bellomo