Palazzi

Castello di porcia

Castello di porcia

L’origine del castello di Porcia e del paese stesso è indissolubilmente legata a quella dei Conti di Porcia, famiglia diventata, nel susseguirsi delle vicende storiche, una delle dinastie nobiliari più influenti e longeve del Friuli Venezia Giulia.

Le prime notizie del “castro Porczile” risalgono al 1178 d.C. Il primo nucleo difensivo era costituito da un’unica torre posta in posizione rialzata, circondata da fossati naturali e corsi d’acqua.

Negli anni successivi fu ampliato e modificato a seguito di terremoti, demolizioni e ricostruzioni, tanto da divenire un complesso eclettico, dimora permanente della famiglia di Porcia che governò l’ambito per quasi otto secoli.

Oggi si presenta come un insieme di palazzi residenziali sorti accanto alla torre centrale. In particolare si ammira un secentesco palazzo in pietra d’Istria in stile veneziano, detto “del vescovo” perché voluto dal Vescovo d’Adria. In origine alto quanto la torre, come testimoniano vecchie immagini, è stato abbassato nel secolo scorso per ragioni di stabilità.

Un edificio ora adibito a cantina conserva i resti del salone degli stemmi e dei diamanti, distrutto da un incendio risalente al XVI secolo.

È documentato che nel 1532 il castello ospitò l’Imperatore Carlo V e nel 1574 Enrico II re di Francia.

Gli ultimi rifacimenti e l’ampliamento dell’ala sud-est verso il Rio Bujon sono stati realizzati intorno gli anni ’20 del secolo scorso mantenendo lo schema “a corte” e sono quelli che conferiscono al castello l’aspetto neo-rinascimentale che vediamo oggi.

Oggi il castello è al centro di un territorio agricolo di 840 ettari dove si coltivano vitigni pregiati e altri prodotti con metodi all’avanguardia. La sua cantina storica, testimonianza della tradizione vitivinicola di famiglia, propone visite e degustazioni guidate, su prenotazione. 

Il borgo murato

Il borgo murato

Il borgo murato su cui si affaccia il castello conserva antiche costruzioni caratterizzate da portici che si incontrano lungo la via che collega la porta “di Sopra” o dell’Orologio con quella, scomparsa “di Sotto”.

Sono visibili alcuni resti delle vecchie mura in pietra, a volte inglobati nei palazzi, come nel caso del Feudo, prospiciente la piazza. Riccamente ornato con statue di stucco di soggetto pagano, con tre teste incoronate nelle nicchie sottostanti, risale alla metà del 1500.

La famiglia dei Conti di Porcia costruì all’interno del borgo altri palazzi che ospitarono nobili, letterati, famiglie benestanti.

Fin dal Medioevo il borgo è denominato “Porcileis” o “Porcillis”, con chiari riferimenti alle stalle per i suini; a questo termine si contrappone, forse fin dal 1400, il termine “Purlilium” o puro giglio, un’etimologia errata che è rimasta nell’uso comune per definire gli abitanti, i purliliesi appunto, e nello stemma araldico dei conti, chiamato poi a rappresentare la comunità tutta.

Palazzo Gherardini è un edificio seicentesco, con la struttura dei palazzi veneziani caratterizzato da una scala centrale e quattro locali ai lati. Degni di nota gli archi dei portali formati da blocchi di pietra aggettanti (bugnati), le cornici delle finestre in pietra d’Istria e le eleganti balaustre a colonnine. Rimase di proprietà dei Conti di Porcia fino a fine ’800, oggi è di proprietà privata salvo due locali di proprietà comunale, intitolati ai magistrati Falcone e Borsellino.

Palazzo Fresco De Mattia fu costruito a fine del 1600 dalla famiglia di Porcia e Brugnera, è caratterizzato da un cortile interno in cui si ammira una bella “vera da pozzo” in pietra d’Istria.

Nella piazza principale troviamo la graziosa Loggia cinquecentesca dove si amministrava la giustizia del feudo. Se alziamo gli occhi al soffitto potremo ammirare 80 formelle decorate dal pittore Giancarlo Magri su imitazione di quelle cinquecentesche che rappresentano animali alternati a stemmi e cavalieri e dame. Il leone di Venezia si trova scolpito su quattro mensole in pietra e sulla parete a nord si trovano alcuni resti di affreschi antichi.

Di fronte alla Loggia un altro palazzo denominato “delle scuole vecchie” ci mostra in facciata elementi del passato come gli archi di un antico porticato.

La Torre “di Sopra” o dell’Orologio veniva chiamata anche di Guardia perché posta a difesa del borgo con il suo ponte levatoio sul fossato i cui tratti sono ancora riconoscibili. A seguito del terremoto del 1873 la torre fu abbassata, mantenendo la struttura massiccia di stampo medievale con merli. Sotto l’arco c’è una targa che ricorda la Battaglia napoleonica dei Camolli del 1809.

Un’altra torre svetta a Porcia ed è il campanile che affianca il Duomo di San Giorgio. Alto 44 metri fu costruito verosimilmente tra la fine del 1400 e la metà del 1500, rimanendo incompiuto nella parte terminale. Una leggenda narra che la sua costruzione fu interrotta da Venezia, gelosa di vederlo diventare troppo simile a quello di San Marco.

In via De Pellegrini incontriamo un edificio adibito a mostre ed eventi, chiamato oggi Casello di guardia. Probabilmente la costruzione originale risale ai secoli 15º-16º, alcuni affreschi sono venuti alla luce dopo alcuni restauri e sono conservati al piano superiore.

villa correr-dolfin

Villa correr-dolfin

Le attività di fluitazione legate al canale Brentella a Rorai Piccolo probabilmente sono all’origine del complesso di Villa Correr-Dolfin. La Villa sorge ad est del Centro Storico della città di Porcia. Attualmente è di proprietà del Comune di Porcia. 

Fu costruita tra fine 1600 e inizio 1700 da un nobile della famiglia Correr e passata poi a fine 1800 alla famiglia veneziana Dolfin in seguito a un matrimonio. La villa costituiva un micro sistema economico e sociale con annessi rustici per l’attività agricola, le case dei fattori, la cappella gentilizia, i giardini, la peschiera, il brollo.

L’edificio fu realizzato sullo stile delle costruzioni venete, a base rettangolare su due piani. Villa Correr-Dolfin è circondata da un vasto parco di circa sei ettari, ricco di pioppi, platani, cipressi, magnolie, con il cortile d’onore adorno di numerose statue tra le quali si riconoscono Bacco e Cecere, Diana, Venere, Giove, Ercole e un guerriero con lo scudo dei Correr. 

Ai lati due barchesse porticate dalle linee semplici che terminano con quella che fu l’abitazione del fattore e con la cappella gentilizia.

Per accedere alla villa si entra dal cancello d’onore sostenuto da due colonne impreziosite da coppe bacellate. 

Dall’ingresso, con una scala ornata da balaustra a colonnine rotonde, sopra cui stanno quattro statue si accede al salone dal quale si entra in quattro sale del piano terra. A metà della parete ovest del salone si trova lo scalone d’onore con grande porta centinata e mascherone sull’architrave.

Il piano superiore ha la stessa disposizione, con i soffitti dipinti. In alcune sale incontriamo grandi camini in marmo rosato. Numerose nelle varie stanze sono le decorazioni barocche che raffigurano colonnati in prospettiva, paesaggi, festoni, giardini, e in più parti si incontra lo scudo dei nobili Correr, mentre nella cappella troviamo lo stemma dei Dolfin dipinto sulla parete sopra la porta. All’interno della chiesetta chiamata Oratorio di Sant’Antonio da Padova, si può ammirare un altare settecentesco con paliotto.

Porcia. Una Città tra storia, cultura e industria, Città di Porcia

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