Natura

acque boschi e risorgive

Il territorio del Comune di Porcia, dal punto di vista geografico e naturalistico, è diviso in due parti dalla linea virtuale costituita dalla SS 13 Pontebbana: a nord comprende l’area delle terre magre, i Magredi, ghiaiosi e permeabili e a sud quella delle risorgive, una delle zone più ricche in termini di flora e fauna e dove la stessa fertile natura del suolo ha favorito l’insediamento umano.

Il ruolo decisivo di questo territorio è ricoperto dall’acqua: l’incontro con terreni impermeabili la riporta in superficie con affioramenti frequenti e vere e proprie polle o fontanili, che alimentano a loro volta una fitta rete di rogge, ruscelli e laghetti che costituisce il cuore di quell’area delle risorgive.

Questo reticolo idrico, così importante per il territorio di Porcia e nel quale spiccano il rio Bujon, il Sentiron, il San Rocco, il Fontaniva e altri corsi minori, finiva con il confluire prevalentemente nel fiume Meduna, a sua volta affluente della Livenza. L’acqua come elemento portante per la fertilità del suolo, ma anche favorevole ad una precoce presenza umana, come strumento di trasporto e comunicazione, risorsa alimentare (approvvigionamento idrico e pesca) e, in un secondo tempo, vera e propria forza motrice.

Il Rio Bujon è il corso d’acqua più importante per l’abitato di Porcia, che sorge sulla sua riva destra. Il suo corso ha sempre rappresentato un fossato difensivo naturale e ha fatto muovere le ruote dei mulini Di Sopra e Di Sotto. Ha origine nella zona detta Vallada dove le polle di risorgiva formano un laghetto artificiale a uso agricolo. Nel momento in cui inizia a costeggiare il borgo di Porcia il rio assume il nome Bujon, da buj, che rimanda al ribollire delle acque, dovuto alle bolle d’aria che salgono dal fondo per il fenomeno della risorgenza.

Il Rio Sentiron accoglie buona parte delle acque che scorrono sul territorio di Porcia: si origina della confluenza fra il Rio di Pieve e il Rio Molinata. Il nome rimanda al termine sentiero con riferimento alla strada che il suo corso scava nella campagna.

Il Rio San Rocco nasce a pochi passi dalla ferrovia a Talponedo e scorre per un tratto accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo. Nel suo corso verso sud scava una valle oggi attrezzata per l’itticoltura, passa sotto il ponte della Zitta, attraversa il bosco del Brunis e diventa rio Cunisiei, da collicelli a segnalare la presenza di una serie di piccoli colli formati dai suoi depositi alluvionali. È stato fondamentale per il funzionamento del maglio a Porcia e ha alimentato il mulino Chiarotto di Palse.

Il Lago della Burida si trova al confine tra i comuni di Pordenone e Porcia, è il più grande della zona con una superficie di 10 ettari. Fu realizzato a partire dal 1893 su progetto dell’ingegner Giuseppe Salice per fornire di energia elettrica i cotonifici Amman e le famiglie del territorio. Occupa le bassure (marezzane) dell’odierno Rio Mai, una zona di boschi, prati umidi e aree acquitrinose. Oggi è sede di attività ricreative e sportive, ma è anche osservatorio privilegiato per lo studi dell’habitat naturale lacustre.

Il Noncello scorre a est del territorio di Porcia, è un vero e proprio fiume che nasce a Cordenons e attraversa poi la località di Torre.

Dove diventa navigabile, nel Medioevo venne realizzato il porto che diede il nome a Pordenone (Portus Naonis, Porto sul Noncello). Il tratto navigabile del corso d’acqua era frequentato da barconi a fondo piatto trainati da animali che seguivano un sentiero tracciato parallelamente al fiume. Il Noncello è stato una grande risorsa per gli abitanti del luogo dediti principalmente all’agricoltura, ma anche motore di sviluppo commerciale grazie alla sua navigabilità.

Oggi il percorso in riva al Noncello in località Rondover, prima che affluisca nel Meduna, è stato valorizzato dall’itinerario Rondoverde, una passeggiata nella rigogliosa natura ricca di alberi e acque.

Dalle acque del torrente Cellina prende vita il canale Brentella, il cui utilizzo principale era per il trasporto del legname tagliato nei boschi montani. Il primo tracciato risale al 1486 e partiva da Montereale Valcellina. A metà del 1600 la famiglia Correr realizzò il nuovo canale lastricato di pietre per migliorare il trasporto dei tronchi di faggio, fino alla località Porto Musil.

Nel 1932 viene fondata da Pietro, la Conceria Presot sull’omonimo laghetto che esisteva già nel 1600 a servizio di una “cartara” di proprietà Contarini. Fino alla metà degli anni ’70 l’energia elettrica qui prodotta da una turbina era utilizzata dal Cotonificio Veneziano. Il laghetto è oggi habitat naturale per numerose specie di uccelli e, in occasione del 90º anniversario della Conceria tuttora in funzione, ospita l’opera d’arte galleggiante di Matteo Attruia “Ha futura memoria”, un gioco di parole che racchiude in sé il senso del passato, del presente e del futuro di Presot.

Nelle vicinanze del lago della Burida, in via Dogana, troviamo i resti di una torbiera, ora sostituita da uno specchio d’acqua, utilizzata per l’approvvigionamento della torba come combustibile fino agli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. È un ambiente naturale acquitrinoso, successivamente utilizzato per altre attività quali il pascolo, il taglio delle carici per impagliare le sedie e la raccolta dei cespugli di frangola per fabbricare cesti e gabbie.

Fino a una cinquantina di anni fa era molto comune incontrare sul territorio compreso tra Porcia e Pieve terreni coltivati a marcita, una coltura a prato che prevedeva lo scavo di canali utili sia al drenaggio del terreno, sia alla sua irrigazione. Era praticata nelle zone più umide e ricche di polle e di acqua sorgiva. Il suolo manteneva una temperatura costante nel corso delle stagioni favorendo la crescita dell’erba in modo continuo durante l’anno.

Il Bosco Brunis si trova nell’omonima località nella frazione di Palse; si estende per circa due ettari nei pressi del Rio Cunisel. È stato oggetto di un rimboschimento a partire dal 1993 a cura dell’Associazione “L’Ambiente è vita” con essenze locali quali la farnia e il carpino bianco. La vegetazione ha raggiunto sviluppi notevoli e l’area appare oggi come un’oasi di natura dove è piacevole passeggiare, conoscere le piante e promuovere attività didattiche.

Acque, marcite e torbiere a cura di Eugenia Presot, Città di Porcia

Stefano Fabian, Il respiro della natura, in Porcia, Le Tre Venezie 2003

Approfondimento sugli itinerari nella natura: “Porcia. Guida itinerante ai tesori culturali e paesaggistici purliliesi”, a cura della Pro Porcia disponibile presso l’Ufficio Turistico