Itinerario urbano

Dentro e fuori l’antico borgo

Dentro e fuori l’antico borgo

Segui l’evoluzione del borgo: sorto attorno al suo Castello, dapprima in forma di torre (XI-XII sec.), si è poi ampliato e dotato di mura; quindi insediamento e mura si sono spinte oltre il maniero e dal ’400 l’abitato si è esteso oltre la cinta difensiva.

ITINERARIO:

  • Via Castello – via Marconi – piazza Remigi – via Marconi –via Villascura – via De’ Pellegrini – via Castello
  • Lunghezza: 1 km
  • Durata:     a piedi   15 min.
  • Parcheggio: via Rivierasca

 

L’itinerario inizia dal Castello: primo nucleo abitato, ha ospitato Carlo V (1532) ed Enrico III (1574).

Proseguendo lungo via Marconi, asse principale dello sviluppo insediativo, si incontreranno:

  • sulla destra il Palazzo del Feudo (fine XVI sec.); sulla facciata divinità in stucco, legate alla tutela delle acque, forse a rimando del sistema idrico della zona.
  • sulla sinistra l’ex Loggia del Municipio (XVI sec.) originariamente sede giudiziaria, poi scuola di grammatica, oggi sede della Pro Loco.

 

Proseguendo dritti ci si imbatte nella Torre dell’orologio, una delle otto che difendevano il castrum, un tempo con ponte levatoio. Oltrepassandola si esce da quello che è stato il borgo murato.

In via Villa Scura le prime case a destra tra ’700 e ’800 sono state dimora dell’Abate Toffoli e di Aristide Gabelli, come da targhe commemorative. Proseguendo, sulla sinistra si possono ancora scorgere i resti delle mura di cinta.

Successivamente si arriva al cosiddetto Casello di Guardia; sorto all’esterno della cinta muraria, conserva fregi a fresco riferiti al XVII sec.

Il percorso si chiude lungo vicolo Castello, un tempo strada comunale e arteria principale del traffico purliliese, che costeggia castello e mura dall’esterno, passa dietro il Duomo e riconduce al punto di partenza.

Porcia antica e moderna

Porcia antica e moderna

A Porcia antico e moderno coesistono fin da quando, negli anni ’70, il paese ha subito trasformazioni legate allo sviluppo industriale. Il percorso permette di scoprire le diverse anime del centro storico.

ITINERARIO:

  • Via De’ Pellegrini – via Marconi– Piazza Masutti – calle Del Carbon – vicolo Delle Mura – via De’ Pellegrini
  • Lunghezza: 900 m
  • Durata:  a piedi  15 min.
  • Parcheggio: presso il Municipio

 

L’itinerario inizia dal Municipio, edificio anni ’70 ispirato alle caratteristiche architettoniche ideali secondo Le Corbusier, progettato dagli architetti Burelli.

Proseguendo su via De’ Pellegrini, sulla sinistra il lungo loggiato in pietra d’Aurisina è un progetto dell’architetto Umberto Trame, concepito per superare la frammentazione urbana causata dall’abbattimento di mura ed edifici antichi all’altezza della chiesa di S. Maria.

A destra della medesima strada si trova invece il Palazzo Novo del Vescovo, edificio seicentesco in stile veneziano, costruito per adeguare il castello al nuovo assetto abitativo orientato sull’attuale via Marconi.

Seicentesco è anche Palazzo Gherardini (p.za Masutti) con il bugnato settecentesco dei portali, le balaustre e le incorniciature delle finestre. In origine dei Principi di Porcia, passò più volte di proprietà, fino ai Conti Gherardini, da cui il nome.

Sulla via del ritorno ci si può addentrare in calle Del Carbon, che conserva un tratto di mura duecentesco per poi percorrere Vicolo Delle Mura che conserva un altro segmento della cinta, la quale un tempo chiudeva il borgo all’altezza di via De’ Pellegrini. Infine si torna al punto di partenza.

 

Fra terra e acqua

Fra terra e acqua

Alla scoperta del forte legame che Porcia ha sempre avuto con l’acqua, da difesa (fossato del castello) a fonte di energia (mulino) a risorsa di tutti i giorni (lavatoio), seguendo i segreti percorsi del bene più prezioso per la vita.

ITINERARIO:

  • Via Marconi – via del Tulipifero – via Rivierasca – calle Del Carbon – via Marconi – via Rivierasca
  • Lunghezza: 1,5 km
  • Durata:   a piedi 20 min.
  • Parcheggio: via Rivierasca

L’itinerario si apre al Mulino di sotto; proprietà dei Principi di Porcia, un tempo stava al di là di un ponte in pietra che permetteva di varcare le ormai assenti mura difensive.

Attraversando la strada si accede alla bassura del rio Bujon; il laghetto di risorgiva alimentava le acque del fossato del castello, mentre oggi è il pittoresco contorno di un parco pubblico. Seguendo la stradina sterrata si può raggiungere il Tulipifero, maestoso albero di oltre cento anni, alto 32 metri.

Seguendo il sentiero si sbuca in via del Tulipifero e si prende via Rivierasca. A sinistra si sale una scala che conduce alla torre dell’orologio, chiamata colloquialmente rampeghèra (perché ci si ràmpega, arrampica). A lato, ciò che resta del fossato difensivo, che difendeva la torre e l’oggi assente ponte levatoio. Rimangono inoltre tre scalini di un antico lavatoio.

Arrivati in cima alla rampeghera si oltrepassa la torre portaia e si prende calle Del Carbon, per poi scendere un’altra scalinata; in fondo, sulla destra, si potrà scorgere un ulteriore residuo del fossato difensivo.

Infine, ripercorrendo via Rivierasca e i resti ancora visibili delle mura, si tornerà al punto di partenza.

ITINERARI A CURA DI Sara Bellomo