ITINERARIO:
Alle pareti nord e sud, la chiesa di Pieve custodisce gli affreschi più antichi di Porcia (XIII-XIV sec.), probabilmente i più arcaici in Friuli.
Lasciata la frazione di Pieve per dirigersi in centro storico, ci si addentra in Duomo.
Alla parete laterale si trova la pala (1622) raffigurante la Madonna con Bambino in gloria e Santi di Palma il Giovane (1548 ca.- 1628). L’opera mostra piani prospettici sovrapposti e figure dei santi su assi divergenti.
Alle fiancate della cantoria le originarie predelle dell’organo, affrescate da Isaak Fischer (1628-1706): Annunciazione, Conversione di S. Paolo e S. Giorgio e il Drago (1674), opere barocche che fondono lo stile nordico con la cultura veneta e la lezione del Pordenone.
Nella Chiesa di S. Maria Assunta si potranno trovare ulteriori opere del Fischer (Evangelisti) e la pala dell’Assunta (1600) di Andrea Vicentino (1542-1618) coi suoi tratti distintivi: schemi compositivi semplificati, monumentalità delle figure, colori accesi. Sull’arco trionfale notevole l’affresco di Stefanelli (Eterno Padre, XV sec.).
L’itinerario si conclude a Rorai Piccolo, nella chiesetta di S. Agnese (XII-XIII sec.). L’edificio, oltre a un affresco sulla controfacciata di Stefanelli (Madonna, Ss. Rocco e Sebastiano, XV sec.), custodisce la pala di altare del Pordenone (fine XVI sec.) che presenta impianto prospettico tipico della lezione rinascimentale, tridimensionalità e un misterioso simbolismo.
ITINERARIO:
La Parrocchiale di S. Antonio custodisce un Crocifisso in tiglio a grandezza naturale del XV sec., proveniente dal Duomo e molto naturalistico. Vi sono inoltre la goticheggiante Madonna col bambino di Demetz e le opere di Stufflesser: S. Antonio e le stazioni della via Crucis (legno di cirmolo e colori a olio).
Lasciata la frazione di S. Antonio per dirigersi in centro storico, ci si addentra in Duomo.
Il coro ligneo (P. Penz e ignoto scultore veneto, XVI sec.) è considerato tra i più pregevoli del Friuli Venezia Giulia. Inoltre, il mobile conservato in sacrestia reca due angioletti (XVII sec.) dei Ghirlanduzzi da Ceneda, intagliatori attivi nel territorio purliliese. Infine le statue del Battista e di S. Girolamo sono opera di Scalambrin (1944).
Nella chiesa di S. Maria Assunta si potranno trovare ulteriori opere dei Ghirlanduzzi (due altari dorati, XVII sec.), un crocifisso ligneo del XVI sec. e la Madonna di Porcia in stile senese (XV sec.).
L’itinerario si conclude a Palse, nella chiesa di S. Martino, dove ancora una volta è presente una realizzazione dei Ghirlanduzzi: l’altare di S. Urbano (1653), un tempo altar maggiore. Da non tralasciare le statue del Sacro Cuore e della Madonna di artigiani della Val Gardena (1872) e i S. Pietro e S. Paolo di Scalambrin.
ITINERARIO:
La Pieve di S. Vigilio custodisce un’acquasantiera (1643) di Alessandro Pavanello e due altari laterali in binato di colonne corinzie e timpano spezzato (tardo ’600).
Lasciata Pieve ci si dirige a Palse.
In S. Giuseppe l’acquasantiera è opera di Pavanello (1607); vi si trova inoltre l’Adorazione dei pastori (paliotto con bassorilievo, 1698).
Nella parrocchiale di S. Martino sono conservati in sacrestia il lavabo, con teste cherubiche e decori a tralci d’edera (XVII sec.), e sull’altare maggiore (XVIII sec.) due raffinati angeli (1914) di Luigi De Paoli.
Ulteriore opera di De Paoli è l’altare della Madonna (1900) in Duomo, dallo stile neogotico; da non tralasciare l’altare maggiore (Del Piccolo, Zugolo, De Marchi, Gianese, 1900-1912) e il monumento funebre in onore di A. G. di Porcia raffigurante l’Angelo del Dolore e l’Angelo della Speranza (1856).
Rimanendo in centro storico, in piazza Remigi ci si può fermare a osservare il Palazzo del Feudo, che probabilmente risale alla metà del ’500. La facciata è ornata con statue in stucco romano: Venere, Nettuno, Giove, Cerbero, Igea.
Infine l’itinerario si chiude nel tempietto di S. Antonio dove è possibile osservare la statua del Santo di Padova (1861) opera di Dal Zotto.
ITINERARI A CURA DI Sara Bellomo