Si presenta con elegante e linda semplicità neoclassica in forma di tempio dorico tetrastilo. Le colonne sovrastate dal timpano ricalcano il disegno della vecchia costruzione probabilmente qui un po’ ampliata, della quale è stato utilizzato il campanile a vela, con la bifora posta al colmo dell’abside. Oltre il breve pronao l’aula, con la volta a botte, accoglie un unico altare, dietro ad esso vi è un vano ad uso sacrestia.
Sull’altare è posta una statua in pietra d’Istria raffigurante il titolare S. Antonio da Padova. È opera firmata dallo scultore veneziano Antonio Dal Zotto, eseguita nel 1861 e donata dal conte Antonio di Porcia. Dello scultore si dice che “seppe esprimere il senso del moto nell’immobilità”, giudizio che si addice anche alla statua in oggetto. Il Santo è infatti rappresentato andante e porgente ai fedeli un irrequieto Bambino benedicente.
Gli ampi chiaroscuri delle pieghe cadenti del saio, la fisionomia pacata del santo mostrano in questa opera, se pur giovanile, le capacità che l’artista doveva in seguito tanto validamente esprimere.